
Arabba, l’estate active
Sempre più viaggiatori scelgono la montagna come destinazione estiva per rigenerarsi e riconnettersi con la natura. Oggi, però, non bastano più paesaggi spettacolari: si cercano esperienze autentiche, attività outdoor entusiasmanti e la possibilità di vivere l’alta quota in modo accessibile e sostenibile. Ed è qui che Arabba si distingue come una delle destinazioni più interessanti delle Dolomiti. Situata nel centro ideale del patrimonio UNESCO, la località offre una combinazione unica di trekking ricchi di fascino, vie ferrate emozionanti, itinerari per mountain bike adrenalinici e percorsi ricchi di storia. Con un valore aggiunto fondamentale: la presenza di impianti di risalita che consentono di raggiungere rapidamente quote elevate e accedere ad alcuni degli scenari più spettacolari dell’arco alpino.
Ad Arabba l’estate è sinonimo di libertà di movimento, sostenibilità e versatilità. Una proposta che incontra perfettamente le nuove esigenze del turismo outdoor: vivere la montagna in modo vero, accessibile e adatto a tutti, tra natura, sport e cultura.
Qui cinque experience imperdibili per una vacanza estiva ad Arabba.
1. I balconi naturali sulle Dolomiti: l’alta quota a portata di tutti
Il punto di partenza perfetto per toccare il cielo con un dito è Porta Vescovo, raggiungibile in pochi minuti grazie alla funivia Arabba-Porta Vescovo. Quassù, a 2.478 metri, lo sguardo abbraccia il Gruppo del Sella, Sua Maestà la Marmolada e numerose vette simbolo delle Dolomiti. Porta Vescovo è il crocevia di percorsi leggendari come i due itinerari iconici, l’antica Viel dal Pan e il Sentiero Geologico di Arabba. La magia dei panorami imperdibili prosegue sull’Altipiano del Cherz e sul lato opposto delle guglie e pinnacoli del Bec de Roces e lungo i leggendari passi alpini Passo Pordoi, Passo Falzarego e Passo Valparola, dai quali si può ammirare anche l’incantevole Castello di Andraz, incastonato nella roccia in uno scenario naturale davvero affascinante.
2. Alla scoperta dei Bec de Roces: trekking tra i pinnacoli rocciosi
Tra le escursioni più affascinanti di quest’area una tappa obbligatoria è il percorso che conduce ai Bec de Roces, spettacolari formazioni rocciose che emergono dai prati d’alta quota creando un paesaggio unico nel suo genere, quasi lunare. Partendo direttamente dal centro di Arabba si prende il sentiero n.637 in direzione del “Plan Boé”, al cospetto del Massiccio del Sella, e si prosegue sui prati alpini fino al laghetto Blu artificiale. Da qui, in salita, si arriva fino all’anfiteatro naturale del “Bec de Roces” e poi si raggiunge una vera e propria “città di pietra” fatta di torri, fessure e pinnacoli dolomitici lungo un percorso che unisce il piacere del cammino al racconto della geomorfologia delle Dolomiti, in uno degli angoli più fotografati della zona. Il rientro prevede 3 opzioni: a piedi lungo il segnavia 636 e 638, con la seggiovia Campolongo che porta al Passo e poi a piedi fino in paese, oppure direttamente con l’autobus del Passo. Difficoltà media. Durata mezza giornata.
3. La traversata del Gruppo del Sella
Per gli amanti delle grandi escursioni, la traversata del Gruppo del Sella rappresenta una delle esperienze più emozionanti e gratificanti da vivere partendo da Arabba. Grazie al supporto degli impianti a fune è possibile accedere rapidamente alle quote più elevate (con la cabinovia Fodom e poi con la funivia dal Pordoi fino a 2.950 mt, poi a piedi sui sentieri 627 e 638 in direzione Piz Boé fino in cima a 3.152 mt) e iniziare così una straordinaria traversata sospesi su altipiani desertici lunari circondati da pareti verticali e silenzi d’alta quota. Un itinerario che regala un senso di avventura impareggiabile a chi desidera vivere la montagna nel suo cuore più selvaggio. Difficoltà difficile. Durata 6/7 ore.
4. Sui sentieri della Grande Guerra ai piedi del Col di Lana
Arabba non è soltanto natura e sport. Il territorio custodisce una delle pagine più significative della storia alpina. Numerosi percorsi escursionistici conducono infatti nei luoghi che furono teatro degli eventi della Prima Guerra Mondiale. Trincee, gallerie, postazioni militari e camminamenti si intrecciano a paesaggi di straordinaria bellezza, creando un’esperienza capace di unire memoria storica e scoperta del territorio. Particolarmente suggestiva è l’escursione ai piedi del Col di Lana, montagna simbolo del conflitto sulle Dolomiti, un museo a cielo aperto che permette di comprendere da vicino la dimensione umana e storica di questi luoghi. Si parte dal Passo Valparola (2.100 mt) e seguendo il sentiero 23 si passa sotto le imponenti pareti rocciose dei Sett Sass fino a raggiungere, tra fiori e stelle alpine, il Passo Sief (2.200 mt). Lungo il percorso diverse tabelle con dettagli su questi luoghi e spiegazioni di ciò che è avvenuto su queste montagne. Da qui inizia la salita alla vetta del Col di Lana (2.450 mt), tra le memorie della Grande Guerra e la chiesetta dedicata ai caduti, con una vista a dir poco mozzafiato. Il rientro porta con sé tante emozioni. Difficoltà media, con alcuni tratti attrezzati e passaggi tra rocce e trincee. Durata 5 ore.
5. Ferrata Fusetti al Sas de Stria: adrenalina e storia
Per gli amanti dell’avventura verticale la Via Ferrata Sottotenente Mario Fusetti al Sass de Stria è una delle proposte più affascinanti dell’area. Questa via attrezzata, sapientemente recuperata e valorizzata, è dedicata alla memoria del Sottotenente Fusetti che combatté in questa zona durante i cruenti scontri che caratterizzarono il Lagazuoi nella Prima Guerra Mondiale, e permette di salire in sicurezza le pareti rocciose seguendo le linee strategiche tracciate dai soldati. L’itinerario si sviluppa lungo una montagna dalla forte valenza storica e paesaggistica, offrendo passaggi, camminamenti d’epoca, gallerie e punti panoramici eccezionali sulle Dolomiti. L’attacco della ferrata si raggiunge con un avvicinamento dal Forte Tre Sassi. La salita si sviluppa quasi esclusivamente su roccia naturale, con pochissimi aiuti artificiali: non ci sono molte staffe o pioli e spesso si procede sfruttando appigli e appoggi della roccia. Questo la rende piacevole anche per chi ha un minimo di esperienza di arrampicata. La prima parte è facile e scorrevole, con brevi risalti e cenge. La sezione centrale presenta una placca inclinata e un breve cammino ben appigliato. Il tratto più impegnativo si incontra verso la fine: una placca verticale di una decina di metri dove gli appoggi sono meno evidenti e può essere necessario usare maggiormente il cavo. Dopo questo passaggio si raggiunge una galleria militare e quindi il termine della ferrata. Dall’uscita della ferrata si può rientrare rapidamente al Passo Valparola oppure, scelta consigliata, proseguire fino alla cima del Sass de Stria. La salita alla vetta segue trincee e opere militari della Grande Guerra, con qualche semplice passaggio su roccette (I grado) e alcune scalette attrezzate. In circa 30 minuti si raggiunge la cima, che offre un panorama a 360°. Raggiungere la cima attraverso la Ferrata Fusetti non è solo un gesto atletico appagante, ma un vero e proprio viaggio nel tempo. Con l’ausilio delle guide alpine l’esperienza diventa ancora più intensa, con il racconto di interessanti aneddoti sul territorio che consentono di vivere l’avventura da prospettive diverse. Difficoltà media. Durata mezza giornata.
Comunicato Stampa
Foto: Roberto De Pellegrin


























































