
Lara Gut ha deciso: si ritira
Con una lunga videolettera Lara Gut, 35enne svizzera del Canton Ticino, coniugata Behrami, ha deciso dopo 19 stagioni e 396 gare individuali disputate in Coppa del Mondo (la FIS dice 395 perché non tiene conto del parallelo di Courchevel del 2017 nel quale non si qualificò per le fasi finali) più due paralleli a squadre, 34 in nove edizioni dei campionati del mondo e “solo” 10 in tre edizioni dei Giochi olimpici (il “solo” è perché ha dovuto saltare ben due edizioni dei Giochi, nel 2010 e quest’anno, per infortunio) ha deciso di lasciare le competizioni ed era quello che tutti temevano dopo che lo scorso 27 novembre in allenamento a Copper Mountain si era rotta rottura il crociato anteriore, il collaterale mediale e il menisco del ginocchio sinistro. Ecco il testo integrale della lettera.
“Come si capisce che qualcosa è finito? E come si traducono le emozioni profonde in parole?
Forse capisci quando gli obiettivi, la ricerca costante del miglioramento lasciano spazio alla felicità, all’appagamento interiore, alla capacità di valorizzare il percorso fatto.
Ricordo il mio primo podio a St. Moritz cadendo al traguardo. Durante la premiazione la sera è stato un turbinio di emozioni, incredulità, gioia sfrenata, aggiunte ad un pizzico di disorientamento. Ero felice e spensierata.
Lo scorso ottobre a Sölden le emozioni erano ancora più profonde. Oltre alla felicità e alla soddisfazione provate nel 2008 si erano aggiunte la consapevolezza e l’orgoglio del percorso fatto. La felicità sentita era più matura e realizzata.
Ho avuto la fortuna e l’onore di poter vivere una carriera molto lunga e intensa, di esprimere i miei sogni e i miei desideri attraverso le mie sciate, di vivere questo viaggio affiancata da persone straordinarie.
La sensazione di libertà assoluta sulla neve non mi ha mai abbandonato. C’era da bimba, era presente da atleta e mi accompagnerà anche in futuro.
Sono anche fortunata e felice di poter scegliere. Nonostante quasi 20 anni di sport di alto livello, nonostante le cadute e gli infortuni non ho dolori ricorrenti e non ne voglio avere.
È anche per questo che so che è arrivato il momento giusto, quello di non ostinarmi a voler raggiungere, superare i limiti ad ogni costo e di imporre al mio fisico certi ritmi e sollecitazioni. Sciare rappresenta qualcosa di magico e naturale per me, voler costringere il mio fisico e la mia testa a sopportare e gestire il dolore sarebbe come macchiare l’immagine che ho dentro di me di ciò che ho fatto con così tanta passione.
L’intensità delle emozioni dell’oro olimpico di Pechino, la vittoria sotto la neve a St. Moritz nel 2008, i Mondiali di Cortina, il sorriso in partenza a Sun Valley, le ore di lavoro in pista con mio papà, le discussioni con i miei skiman Babi e Tom per migliorare costantemente il materiale… l’elenco di momenti è infinito e solo ora li realizzo e assaporo completamente. Ho lavorato per anni incessantemente con l’obiettivo di eccellere e vincere nello sport, ora sento solo un profondo senso di felicità e mi commuove quanto sia stato bello.
Lo sport di alto livello non è una fiaba, manco la vita lo è. Ma oggi non è il tempo di pensare agli errori, alle delusioni, alle difficoltà, a tutti gli ostacoli anche umani che ci sono stati. Anche il tempo di essere delusa, triste o arrabbiata per lo sci è passato.
La mia famiglia è eccezionale e fondamentale in tutto e per tutto. Grazie Dad per esserci sempre stato, dal primo all’ultimo giorno, mi hai portato a trovare soluzioni e non montagne di problemi. Grazie mamma per seguirci anche nelle imprese più pazze e di essere stata la mia Mami in ogni situazione. Grazie Ian, sei il Fratellì migliore del mondo, mi hai sostenuto e supportato sempre, anche quando ero io la prima a non sopportarmi.
Grazie Valon, amore mio. La vita con te a fianco è straordinaria.
Le nostre due famiglie, dai più piccoli fino ai nonni sono un sostegno costante ed il nostro rifugio. Grazie.
A Flavio, Ladina e Tom. Grazie per avermi affiancato negli ultimi anni e avermi aiutato a ritrovare la passione più genuina per il mio sport. Siete state delle persone d’oro e il valore del mio percorso è anche merito vostro. Che fosse per andare a vincere le gare più importanti o affrontare i momenti complicati, non avete mai vacillato. Le ore in fisioterapia e in palestra insieme prima e dopo le gare, gli ultimi mesi vissuti con piccole e grandi sfide quotidiane per ridarmi la fiducia nel mio fisico, mi avete accompagnato fino all’ultimo minuto prima della partenza alle gare, mi avete affiancato fino all’ultimo giorno in palestra per la ricostruzione.
Grazie a Simone e Tamara, i miei angeli custodi a Lugano e alle loro famiglie. A Sabrina l’amica di una vita. Grazie a Giovanni che da lontano ci ha sempre aiutato. Grazie Alexandre per aver gestito mille situazioni. Grazie Annalisa che mi hai sostenuto dal primo all’ultimo giorno in Swiss-Ski.
Grazie ad ogni persona che ha fatto parte di questo percorso, a chi era seduto davanti al televisore e ha esultato con me, agli allenatori che hanno sostenuto mio papà e si sono battuti per me, a coloro che hanno scritto e commentato ricordandosi che innanzitutto ero una persona e non solo un’atleta. A chi, anche a mia insaputa, ha fatto qualcosa per permettermi di sciare. Ai bimbi che sognano di fare sport, ai genitori che li seguono. Al primo fino all’ultimo sponsor e partner che mi ha accompagnato e permesso di vivere di questo sport. Grazie per aver fatto parte di questo viaggio straordinario. Grazie a tutte le persone che amano e vivono di sport.
Penso che nella vita ci sia un momento per tutto, e ora so che non è più il mio momento di mettermi un pettorale e fare delle gare.
Non vedo l’ora di sciare e sono felice così.
Lara”
Ripercorriamo per sommi capi la straordinaria carriera di Lara Gut, la più grande sciatrice ticinese di tutti i tempi. Nata a Sorengo il 27 aprile 1991 e cresciuta a Comano, stravince la Coppa Europa nel 2008 con sette successi parziali, dei quali quattro gare nell’arco di 72 ore a Caspoggio a metà gennaio di quell’anno. Poco meno di dodici mesi prima si era aggiudicata l’argento ai Mondiali juniores di discesa a Zauchensee, battuta da Tina Weirather, e si ripeterà nello stesso 2008 a Formigal vincendo lo stesso metallo, battuta da Ilka Stuhec.
In Coppa del Mondo ha esordito il 28 dicembre 2007 nel gigante di Lienz, la stessa gara in cui debutta Federica Brignone. Il suo primo podio nel Circo Rosa è già leggendario nella discesa di St. Moritz del 2 febbraio 2008, la sua quarta gara nel massimo circuito e la prima nella specialità, cade prima del traguardo e nonostante questo si classifica terza a soli 35 centesimi dalla vincitrice Tina Maze e a uno dall’austriaca Maria Holaus.
Da quel momento solo tre gravi infortuni (una lussazione all’anca destra che le fa saltare tutta la stagione olimpica 2009-2010, il ginocchio sinistro distrutto una prima volta nel riscaldamento della combinata dei Mondiali di casa del 2017 a St. Moritz e la seconda volta lo scorso autunno) spezzano una serie impressionante di successi: 48 gare vinte in Coppa del Mondo, la prima nel superG di St. Moritz del 20 dicembre 2008, l’ultima nel gigante di Sun Valley del 25 marzo 2025 e grazie a questo trionfo è la prima donna di sempre a vincere almeno dieci gare in tre specialità: 13 discese, 24 superG e 10 giganti, ed è anche riuscita a vincere una combinata. I suoi podi sono 101, 24 in discesa, 45 in superG, 29 in gigante, 2 in combinata, 1 in parallelo, l’ultimo è il terzo posto nel gigante di Soelden del 25 ottobre 2025, la sua ultima gara, anche se in quel momento nessuno poteva saperlo.
Si è portata a casa due Coppe del Mondo generali nel 2016 e nel 2024, sei di superG nel 2014, 2016, 2021, 2023, 2024 e 2025, e una di gigante nel 2024. Nove le sue medaglie mondiali: il doppio argento in combinata e in discesa nel 2009, l’argento in superG nel 2013, il bronzo in discesa nel 2015, il bronzo in superG nel 2017, il doppio oro in superG e gigante a Cortina d’Ampezzo nel 2021, cui aggiunse il bronzo in discesa, e l’argento nella gara a squadre del 2025. Ai Giochi olimpici è stata bronzo in discesa nel 2014 e poi nel 2022, dopo il bronzo in gigante, nel superG ha finalmente vinto l’unico trofeo che le mancava, l’oro a cinque cerchi. No, forse ce n’è uno che non ha mai conquistato: la coppa di discesa, nella classifica della quale è finita tre volte sul podio.
Una campionessa immensa, dagli atteggiamenti talvolta controversi tanto che nel resto della Svizzera non è mai stata amatissima ma dal carisma indiscutibile e dal talento cristallino, plasmato da papà Pauli fin da quando era piccolissima.
MV


























































