
Un podio inaspettato: Moltzan e Colturi sono super, Aicher vince il primo duello con Shiffrin. Bravissima Zenere
Il risultato del gigante femminile di Soelden, gara di apertura della sessantunesima edizione della Coppa del Mondo, è stato un podio che probabilmente pochi si aspettavano, anche a causa del nevischio e della visibilità che andava e veniva nel corso della gara. Paula Moltzan e Lara Colturi hanno rimontato dal quinto dal sesto posto della prima manche, facendo segnare rispettivamente il terzo e il quinto miglior tempo parziale, e hanno chiuso al primo e al secondo posto, separate da un solo centesimo. Un distacco che sa di beffa per la piemontese, che si è vista negata la prima vittoria per sé e per l’Albania, un distacco che sa invece di gioia per Moltzan, che si regala il primo trionfo nel Circo Rosa dopo dieci podi tra gigante, slalom e parallelo, ma mai sul gradino più alto, mentre i podi di Colturi, tuttora senza vittorie, sono otto, tre in gigante. Da ben 35 anni una statunitense che non fosse Lindsey Vonn o Mikaela Shiffrin ha vinto in un gigante femminile di Coppa del Mondo: l’ultima era stata Julie Parisien il 22 marzo 1991 a Waterville Valley.
Tanto lineare era stata la prima manche sul ghiacciaio del Rettenbach quanto invece è stata pazza la seconda: la seconda e la terza di metà gara, Sara Hector e Camille Rast, con la visibilità nuovamente peggiorata, sono scese al quarto e al sesto posto, per non parlare della canadese Britt Richardson, scesa dal quarto al ventisettesimo posto. Poi il colpo di scena è arrivato, inevitabile, con la discesa di Shiffrin, scesa nel buio totale e crollata al settimo posto. Incredibilmente la fuoriclasse statunitense ha così perso il primo duello in chiave Coppa del Mondo generale nei confronti di Emma Aicher: la tedesca, che ha usufruito anche lei di una visibilità migliore, come Moltzan e Colturi, rispetto alle altre, ha rimontato dal nono al terzo posto col quarto miglior parziale e conquistando così il suo primo podio nella specialità, l’unica nella quale non era ancora arrivata nelle prime tre. A questo punto, visto lo smacco subito, non ci stupiremmo se Shiffrin cambiasse idea e decidesse di disputare gli slalom di Levi e di Gurgl del prossimo mese, restando così in Europa invece di rientrare negli Stati Uniti ad allenarsi.
Una super seconda manche l’ha fatta anche Asja Zenere, autrice del secondo miglior parziale che l’ha fatta risalire dal sedicesimo al quinto posto, e tutto questo malgrado un grosso errore alla fine del muro. Per la 29enne vicentina di Enego è il miglior risultato tra le porte larghe, in precedenza era stata nona a Copper Mountain il 29 novembre 2025 e decima a Are lo scorso 14 marzo, ma al suo attivo ha anche il bellissimo terzo posto nel superG della Val di Fassa dell’8 marzo che fu vinto da Elena Curtoni. La neozelandese Alice Robinson ha salvato la faccia rimontando cinque posizioni e chiudendo ottava, none ex-aequo si sono classificate la polacca Maryna Gasienica Daniel, risalita dal ventinovesimo posto con il miglior tempo nella seconda manche quando ancora non nevicava, e Franziska Gritsch, che torna tra le top 10 dopo quasi tre anni ed è stata l’unica austriaca a finire tra le migliori trenta della prima manche del gigante, il che la dice lunga sulla situazione del Wunderteam femminile del gigante, che per ora ha solo Julia Scheib competitiva ad altissimi livelli e che se non arriva, come oggi, sono dolori per la nazione in cui lo sci alpino è sport nazionale.
Ma ancora peggio sta andando alla Francia, che oggi ha schierato una sola rappresentante, Doriane Escané, la quale oltretutto non è riuscita a qualificarsi per la seconda manche: una cosa impensabile fino a pochi anni fa per un paese che in questa specialità ha una grande tradizione di campionesse, ultima in ordine di tempo Tessa Worley. Hanno chiuso all’undicesimo e al dodicesimo posto la croata Zrinka Ljutic, con un grosso errore, e la svedese Estelle Alphand, settima a metà gara. Buona tutto sommato la gara di Petra Vlhova, che ha concluso ventitreesima anche lei penalizzata dalla scarsa visibilità. Diciottesima e ventinovesima le altre due azzurre, Lara Della Mea e Alice Pazzaglia: a parte Zenere, la tracciatura di Luca Agazzi non è che sia stata troppo favorevole alle altre due nostre rappresentanti. Fra tre settimane a Levi entreranno in scena le specialiste dello slalom, molte delle quali peraltro erano in pista anche oggi.
Asja Zenere: “Sono felicissima: se ad aprile mi avessero detto che avrei fatto quinta a Soelden avrei fatto la firma. Sono contenta di questa prima gara: chi ben comincia è già a metà dell’opera. Quest’estate ho lavorato molto bene e devo ringraziare tutto il team per questo, i tecnici mi hanno dedicato tutto il tempo. Non sono ancora al cento percento, ma se a questo punto di forma arrivano questi risultati, davvero bene così. L’errore nel raccordo l’ho gestito bene: mi sono detta che se avessi fatto tutto bene avrei potuto riprendere ancora velocità. Ero in fiducia anche prima di oggi: ho lavorato tutta l’estate per la mia salute e sono contenta di aver intrapreso questo percorso. Le mie ginocchia stanno bene, abbiamo deciso di non ricorrere all’operazione. A fine stagione punto ad essere tra le top10”.
Lara Della Mea: “Nella seconda manche sono riuscita a fare qualcosa di meglio. C’è ancora molto da lavorare ma qualche passo avanti è stato fatto. Nelle prossime settimane mi concentrerò maggiormente sullo slalom in vista della prova di Levi”.
Alice Pazzaglia: “Non sono riuscita ad aggredire la seconda manche come la prima, avrei dovuto attaccare di più. Devo ancora crescere ma porto a casa i buoni riscontri della prima frazione ma so che posso migliorare nei tratti più filanti”.
























































