
Pinheiro Braathen da padrone sul Rettenbach, la sfida a Odermatt per la Coppa generale è ufficialmente lanciata
Alla fine il pericolo di cancellazione della prima gara maschile stagionale di Coppa del Mondo è stato scongiurato ma il vento si è fatto sentire a tratti lo stesso, anche con partenza abbassata, in entrambe le manche del gigante maschile di Soelden. In più, nella seconda frazione, la neve era molto più scivolosa rispetto alla prima. Ma tutto questo non ha inficiato minimamente sulla sciata e sulla psiche di Lucas Pinheiro Braathen, che ha portato a casa la leadership della prima manche e nella seconda, pur facendo il decimo tempo parziale, ha lasciato a debita distanza i due svizzeri Loic Meillard e Marco Odermatt, staccati rispettivamente di 48 centesimi: un distacco netto considerando che entrambe le manche sono durate solamente poco più di 52 secondi.
Per Braathen le vittorie in Coppa del Mondo sono 9, 5 in gigante, rispettivamente 4 e 3 da quando difende i colori dei Brasile, inoltre sul Rettenbach aveva già vinto nel 2020, quando ancora gareggiava per la Norvegia. I suoi podi totali in Coppa sono 26, 12 tra le porte larghe, rispettivamente 14 e 8 da quando gareggia per il paese sudamericano. Braathen ha anche una striscia aperta di tre vittorie consecutive in Coppa del Mondo, che si allunga a quattro se ci aggiungiamo l’oro olimpico conquistato a Bormio. Per Meillard i podi totali in Coppa sono 38, 18 in gigante e tra l’altro sul Rettenbach non ci era mai salito, per Odermatt, beffato per un centesimo dal connazionale, i podi totali sono 103 e in questa classifica è il terzo di tutti in solitaria di tutti i tempi avendone uno in più di Henrik Kristoffersen, che oggi è arrivato ventiduesimo. Il fuoriclasse del Canton Nidvaldo è arrivato anche a 47 podi in gigante, più di qualsiasi svizzero donne comprese: ne ha infatti uno in più sia di Michael Von Gruenigen sia di Vreni Schneider.
È chiaro che saranno questi tre i principali pretendenti sia per la coppa di specialità sia per la sfera di cristallo generale e Braathen in particolare ha tutte le carte in regola per duellare con Odermatt, e se il podio di ieri delle donne era stato inaspettato, questo invece era quello che tutti si aspettavano, tranne ovviamente i tifosi austriaci. Quarto e quinto lo statunitense River Radamus e il migliore del Wunderteam, Raphael Haaser, campione del mondo in carica della specialità ma mai sul podio tra le porte larghe in Coppa del Mondo e quello di oggi tra l’altro è il suo miglior risultato nella specialità a parte il trionfo iridato, i due hanno rimontato rispettivamente undici e quindici posizioni col secondo e il miglior tempo parziale. Sesto il tedesco Fabian Gratz, ottavo il migliore dei norvegesi, Eirik Hystad Solberg, finora quattro volte tra i top 10 in slalom ma mai in gigante, nono il francese Leo Anguenot e decimo e undicesimo gli altri due austriaci Patrick Feurstein e Stefan Brennsteiner, quest’ultimo era terzo dopo la metà gara ma ha perso otto posizioni lasciando il gradino più basso del podio a Odermatt.
Da segnalare il dodicesimo posto del 19enne Freddy Carrick-Smith, figlio di Emma Carrick-Anderson che è stata una buona slalomista degli anni novanta, ed è fratello minore di Luca e gemello di Zak: anche loro hanno già partecipato a gare di Coppa del Mondo, ma Freddy è il terzo rappresentante del Regno Unito ad andare a punti in gigante nella storia della Coppa del Mondo a quattro anni da quando ci era riuscito in un paio di occasioni Charlie Raposo. In quattro sono finiti fuori nella seconda manche, tra questi il norvegese Atle Lie McGrath, quinto a metà gara, e purtroppo due sono azzurri, Giovanni Borsotti e Giovanni Franzoni, che erano ottavo e diciannovesimo dopo la frazione mattutina e che si sono trovati in difficoltà su una neve più molle, storicamente ostica alle caratteristiche degli atleti di casa nostra. Bene invece Alex Vinatzer, ormai sempre più gigantista che slalomista, che ha rimontato dalla quattordicesima alla settima posizione.

























































