
Matteo Franzoso non ce l’ha fatta
La stagione di Coppa del Mondo non è ancora iniziata e già lo sci alpino, non solo italiano, è in lutto. Matteo Franzoso, che avrebbe compiuto 26 anni domani, è morto a causa di una caduta mentre si stava allenando sulle nevi cilene di La Parva insieme ai compagni di squadra Marco Abbruzzese, Benjamin Alliod, Guglielmo Bosca, Mattia Casse, Giovanni Franzoni, Christof Innerhofer, Nicolò Molteni, Dominik Paris e Florian Schieder. Portacolori del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, era in Cile dal 6 settembre.
La caduta fatale è avvenuta sabato, quando è finito a terra dopo un salto, ha sfondato le reti di protezione, che evidentemente non proteggevano granché (sempre che ci fossero, visto quello che ha lasciato intendere Paolo De Chiesa in un’intervista a “Il Dolomiti” subito dopo la tragedia), ed è andato a sbattere contro una staccionata posta a 6-7 metri dal tracciato. Portato all’ospedale di Santiago, gli è stato riscontrato un gravissimo trauma cranico ed è stato indotto in coma farmacologico. Purtroppo l’edema cerebrale conseguente al trauma cranico si è rivelato troppo grave e Matteo è deceduto oggi, dopo due giorni di vana lotta contro la morte.
Nato a Genova e cresciuto agonisticamente a Sestriere, Franzoso a livello giovanile è stato quarto in discesa ai Mondiali di Narvik nel 2020. In Coppa Europa ha disputato 74 gare vincendo il superG di Zinal del 29 novembre 2021, suo unico podio nel circuito continentale, in cui aveva fatto il suo esordio il 13 dicembre 2017 nel classicissimo slalom di Obereggen, per poi diventare uno specialista delle gare veloci, in particolare del superG.
Ha esordito in Coppa del Mondo il 17 dicembre 2021 nel superG della Val Gardena, arrivando cinquantesimo. Si è classificato due volte in zona punti: ventottesimo nel superG di Cortina d’Ampezzo del 28 gennaio 2023 e trentesimo nel superG di Crans-Montana dello scorso 23 febbraio. In totale ha preso il via in 17 gare nel circuito maggiore, 6 discese e 11 superG, l’ultima è stato il superG di Kvitfjell dello scorso 9 marzo, quando fu cinquantesimo esattamente come all’esordio in Val Gardena. Otto giorni più tardi, il 17 marzo, l’ultima sua gara di Coppa Europa, sempre a Kvitfjell e sempre in superG. Ai campionati italiani assoluti ha vinto il titolo della combinata nel 2023.
Purtroppo tutte queste date e questi numeri perdono di importanza rispetto alla tragedia immane che si è consumata. Un anno dopo quella di Matilde Lorenzi, che perse la vita non in Cile ma in Italia, in Val Senales, la vita di un altro giovane atleta è stata spezzata. E in tutto questo c’è sicuramente il problema della sicurezza, che deve essere assolutamente affrontato e risolto, non solo per quanto riguarda le gare, ma anche per gli allenamenti.
Foto: FISI Pentaphoto































































