
Franzoni e Paris: “La Stelvio una pista esigente, unica, una delle migliori al mondo”
Il 28 e il 29 dicembre ritorna la due giorni di Coppa del Mondo di sci alpino di Bormio, con la disputa di una discesa e un superG sulla mitica pista Stelvio, considerata da un po’ tutti i discesisti una delle più difficili e impegnative al mondo. A poco più di due mesi dal via di queste due gare abbiamo incontrato Dominik Paris e Giovanni Franzoni che, a febbraio in occasione della discesa olimpica, si sono messi al collo il bronzo, il primo, e l’argento, il secondo, cedendo solamente all’elvetico Franjo von Allmen.
Il recordman e il giovane apprendista, ovvero Dominik Paris, capace di vincere 7 volte (6 in discesa e 1 in superG sulla Stelvio) e Giovanni Franzoni, il nuovo che avanza tra gli azzurri delle discipline veloci, ci spiegano la bellezza di una pista come la Stelvio, un tracciato che mette a dura prova gli uomini jet e sul quale tutti i migliori vogliono lasciare il segno.
La macchina organizzativa bormina, capeggiata da Fondazione Bormio, si è già messa in moto da tempo per allestire, con l’aiuto e il sostegno fra le altre di Regione Lombardia, Provincia di Sondrio e Comune di Bormio senza dimenticarsi la Bormio Ski (Società Impianti Bormio), una delle tappe più iconiche della stagione di Coppa del Mondo. Oltre alla discesa del 28 dicembre, infatti, c’è anche un bellissimo superG, il giorno successivo, che, inserito nel programma da 8 anni, si sta rivelando duro e difficile.
Dominik Paris
Cosa è per te la Stelvio? “È una pista bellissima sulla quale ho vinto parecchie volte e sulla quale ho colto tanti risultati fantastici. Momenti speciali – dice Dominik Paris -. C’è un rapporto di fiducia enorme, unico, è sempre un gran piacere per me gareggiare sulla Stelvio, non vedo l’ora che arrivi dicembre. In generale spero di essere competitivo, per ora tutto è andato nel migliore dei modi. Voglio andare forte per tutta la stagione, poi arriverà la Stelvio, sicuramente la pista sulla quale ho maggior fiducia, so come affrontare ogni passaggio della gara. E questo è già un bel vantaggio”. Per domare la Stelvio, tu che l’hai fatto più di tutti, cosa ci vuole? “La difficoltà sulla pista è il coraggio di mantenere gli sci in discesa anche se ci sono le curve, e questo è molto difficile. Bisogna leggerla bene, perché se non attacchi le linee dove si deve attaccare perdi tantissimo tempo. Si parla sempre di Kitz, ma io dico che se un tifoso o un appassionato vuol vedere qualcosa di veramente tosto deve venire a Bormio. Un consiglio? Mettersi nella zona del Ciuk, si vede lo sciatore per parecchi secondi e si può vedere veramente quanto questa gara sia difficile”.
Giovanni Franzoni
“La Stelvio è una pista che mi piace molto – dice Giovanni Franzoni -, insieme a Kitz e Wengen è la mia preferita. Sulla Stelvio mi diverto, è un tracciato tecnico, è una discesa molto impegnativa anche a livello fisico. In poche parole… è una discesa vera. Avere avuto lì le Olimpiadi è stata una gran fortuna. Spero che si riesca a portare sempre più gente, più pubblico, perché tante volte non è considerata, per questo aspetto, come le altre “classiche”, Wengen e Kitz, ma il livello di difficoltà della pista è uguale”. Cosa richiede la Stelvio? “Su questa pista ci vuole tanta gamba, perché è una pista sulla quale non puoi “mollare” mai, non hai tratti di scorrimento. È sempre preparata benissimo, è super ghiacciata e molto mossa e queste sollecitazioni fanno sempre tenere la struttura fisica molto in tensione, il sangue che pompa nei muscoli non riesce a “respirare” e a ossigenare. L’acido lattico entra in circolo in maniera importante. Oltre a quello ci sono passaggi dove conta l’intelligenza tattica, come può essere la Carcentina o Fontanalunga. È una serie di difficoltà e un insieme di cose che la rendono così bella, una delle più complete del circuito. Non vedo l’ora di ritornare a gareggiare a dicembre”.
Comunicato Stampa Bormio Ski World Cup

























































