
Giovanni Franzoni ancora sul podio: è terzo nella discesa di Wengen dominata da Marco Odermatt
Dopo il trionfo nel superG di ieri Giovanni Franzoni si conferma cogliendo uno strepitoso terzo posto, scendendo stavolta con il numero 28, nella discesa maschile di Coppa del Mondo di Wengen, su un Lauberhorn a cui è stata tagliata la parte alta a causa del vento. A vincere, da dominatore, è stato Marco Odermatt, con 79 centesimi di vantaggio sull’austriaco Vincent Kriechmayr e 90 sul gardesano, che ha tolto il podio per soli 3 centesimi a un altro dei beniamini di casa, Franjo Von Allmen.
RISULTATO COMPLETO E ANALISI DELLA GARA E CLASSIFICHE DI COPPA DEL MONDO
Per il fuoriclasse svizzero del Canton Nidvaldo è il trionfo numero 52 in Coppa del Mondo, il settimo in discesa, il quarto consecutivo nella specialità a Wengen, record che lo pone davanti a tutti nella classifica dei plurivincitori sul Lauberhorn, il 98° podio in Coppa, il 25° in discesa, il nono a Wengen, dei quali sei in discesa. Per quanto riguarda questa stagione, Odermatt è a sette vittorie e nove podi, tre successi e quattro podi in discesa.
Kriechmayr è al terzo podio stagionale ma al primo in discesa, esattamente come Franzoni, per il quale quello di oggi è il primo podio in assoluto nella specialità, per l’austriaco invece è il quarantesimo podio totale in Coppa, il sedicesimo in discesa, specialità nella quale sul Lauberhorn ha vinto due volte. Von Allmen si è giocato il podio con un errore alla S di Kernen e peraltro è anche finito contro le protezioni, per fortuna senza conseguenze, dopo il traguardo.
Quinto un altro svizzero, Alexis Monney, sesto un buon Dominik Paris, settimo il canadese Cameron Alexander, ottavo l’austriaco Daniel Hemetsberger, nono il francese Nils Allegre, decimo il 41enne Christof Innerhofer, ultimo azzurro vincitore in discesa sul Lauberhorn tredici anni fa e tornato tra i top 10 della specialità dopo quattro anni. Così gli altri azzurri: dodicesimo Florian Schieder, ventitreesimo Benjamin Jacques Alliod, ventottesimo Mattia Casse, ancora fuori come ieri Guglielmo Bosca. Domani lo slalom. Di seguito le dichiarazioni degli azzurri da fisi.org.
Giovanni Franzoni: “Ieri mi sentivo tranquillo dopo la vittoria. Non mi sembrava di avere grandi emozioni, ma poi sono arrivate in serata e sono rimasto con gli occhi spalancati dalle 3 fino alle 6 del mattino. Poi sono riuscito a dormire qualcosa, ma sentivo le gambe un po’ stanche e ho ringraziato che la partenza fosse dal basso. Poi una volta in partenza sono arrivati i dubbi su come interpretare la pista, le telecamere addosso come non mai: è salita la tensione e mettendo i bastoncini fuori dal cancelletto vedevo questo muro di gente davanti a me. Mi sono detto: ‘Cavolo, guarda cosa stai vivendo, goditela come sai fare’. Trovare qua il mio primo podio in carriera in discesa è qualcosa di fenomenale, non ho davvero parole: in superG è stato magico ieri, oggi quasi meglio viste le condizioni. Partendo dal basso non c’era certezza sulla velocità di ingresso al Canadian Corner e sul momento mi sono sentito un po’ basso di linea, ma nella stradina è andata sempre meglio, ho schiavato di un nulla i materassi e nel finale ho cercato di tenere i piedi in linea. Il podio ce lo siamo giocati sui centesimi e sono stato un po’ fortunato in questo. Sono felicissimo, anche per la grande prova della squadra: posso dirmi fiero di essere anche io a trainare tanti compagni. In prova non mi nascondo perché mi servono per trovare maggiore fiducia in vista della gara; la pressione sicuramente ora aumenta. Ma ci penso spesso, mi dico di abituarmi, perché credo che una volta che si capisce come gestire la cosa si riesce a superare tutto. In Italia a febbraio vedremo: devo solo concentrarmi su quello che so fare e sciare con la testa libera”.
Dominik Paris: “Pensavo di iniziare meglio il 2026, con maggiore fortuna, ma ho sbagliato la Kernen S e mi trovo fuori dal podio per un pelo. Non mi aspettavo di essere così veloce e l’ho attaccata un tantino troppo presto. Ho provato a recuperare ma Odermatt è andato troppo forte. La caviglia è andata abbastanza bene”.
Florian Schieder: “Nella parte alta mi sono espresso bene, poi dopo la S non sono mai riuscito a trovare un buon feeling con la neve, in questi giorni. Non è stata una gran gara, ma andiamo avanti”.






























































