
Mikaela Shiffrin va al rallentatore, Ariane Raedler e Katharina Huber campionesse olimpiche di combinata
Ancora una volta ai Giochi olimpici, dopo l’edizione maledetta di Pechino, è accaduto l’incredibile per Mikaela Shiffrin. La fuoriclasse del Colorado, ultima a partire nella manche di slalom sull’Olympia delle Tofane di Cortina d’Ampezzo e superfavorita dopo che la sua compagna di team Breezy Johnson aveva chiuso in testa la discesa per 6 centesimi sull’austriaca Ariane Raedler, ha bucato la gara finendo fuori dal podio, e così è la socia di Raedler, Katharina Huber, ad andare a prendersi per lei e per la compagna di squadra un inaspettato oro olimpico.
RISULTATO COMPLETO E ANALISI DELLA COMBINATA
5 i centesimi di vantaggio del duo austriaco su quello tedesco formato da Kira Weidle e da un’incredibile Emma Aicher, che dopo l’argento per soli 4 centesimi nella discesa ne vince un altro perdendo ancora una volta l’oro per pochissimo ma rimontando quattro posizioni rispetto alla discesa disputata dalla sua compagna di team e stabilendo anche il miglior tempo di manche.
Il bronzo va sì agli Stati Uniti ma alla coppia formata da Jacqueline Wiles, che a Cortina va sempre fortissimo, e Paula Moltzan, staccate di 25 centesimi. Solo Huber, nelle passate edizioni, aveva già vinto una medaglia olimpica, l’oro nella gara a squadre di Pechino 2022, tutte le altre sono al primo metallo a cinque cerchi. Quarte a soli 6 centesimi dal podio Johnson e Shiffrin, quest’ultima incredibilmente con il quindicesimo tempo parziale.
Quinta l’altra coppia austriaca Cornelia Huetter e Katharina Truppe, seste le svizzere Jasmine Flury e Wendy Holdener, con quest’ultima che ha rimontato dalla tredicesima posizione col secondo miglior parziale ma le migliori erano troppo lontane per poter aspirare alle medaglie, così come per le connazionali Corinne Suter, dodicesima nella discesa, e Camille Rast, nona al traguardo. Settime le altre austriache Nina Ortlied e Katharina Gallhuner, ottave le francesi Laura Gauché e Marion Chevrier. Petra Vlhova, tornata in pista dopo due anni di calvario, è scesa per puro allenamento in vista dello slalom “vero” dato che la sua compagna Katarina Srobova aveva accumulato una decina di secondi di ritardo nella discesa, ma ha inforcato dopo una trentina di porte.
Decime le uniche azzurre al traguardo, Nicol Delago e Anna Trocker, quest’ultima, pur con uno stile rivedibile, ha attaccato alla morte mostrando di avere l’atteggiamento giusto per arrivare in alto. Fuori Giada D’Antonio, che gareggiava con Nadia Delago e che ha inforcato seccamente perdendo uno sci nella parte alta, fortunatamente senza conseguenze, fuori anche Martina Peterlini, che dopo il terzo posto in discesa di Laura Pirovano stava andando forte ma è uscita di scena a metà percorso quando era in corsa per una medaglia comunque difficile da raggiungere. Di seguito le dichiarazioni delle azzurre da fisi.org.
Anna Trocker: “Non mi aspettavo di poter essere qui. È stato molto bello tagliare il traguardo. Sono contenta della mia prestazione. Nicol mi ha fatto gli in bocca al lupo e sono partita. È un’esperienza che porterò nel mio futuro e potrò imparare tanto. Vivo a Fiè, e ho imparato a sciare a tre anni con mia mamma e sono cresciuta all’Alpe di Siusi. Mi piace anche giocare a tennis, ho fatto anche tornei fino ai 10 anni”.
Giada D’Antonio: “Sono grata di essere alle Olimpiadi, è un’emozione unica. Ho provato a dare il massimo, ma l’inforcata può capitare. Ora metto la testa sullo slalom vero e proprio”.
Nadia Delago: “Giada è stata brava perché ha avuto l’atteggiamento giusto, in attacco. Era giusto provarci, poi l’errore può capitare”.
Sofia Goggia: “Oggi non sono riuscita a ricreare la stessa tensione per poter fare una bella gara, nonostante fossi serena e stessi molto bene. L’errore è stato ancora sullo Scarpadon: ero molto a destra ho provato a recuperare l’errore, ma non avevo il punto di corda della curva e a evitare la scivolata. Mi dispiace molto per la Della Mea: un conto è gareggiare da soli, un conto è essere in squadra. E poi avrebbe potuto provare la pista da slalom. Ho bisogno anche di recuperare un po’ di energia. Non è cercare una scusa, ma la discesa è stata solo due giorni fa e probabilmente mi è costata molte energie nervose. In vista del superG cercherò di recuperare, farò due curve domani e poi farò la gara. È un motivo di orgoglio il fatto che il Presidente della Repubblica a vedere le nostre gare, è un riconoscimento per quello che in questi anni abbiamo fatto. Mi piange il cuore per Lindsey, però il suo motto “Never give up”, mi trova d’accordo. Le sono molto vicina”.






























































