
Federica Brignone ha deciso: sarà al via del gigante di Kronplatz
In una conferenza stampa alla vigilia del gigante femminile di Coppa del Mondo di Kronplatz Federica Brignone ha annunciato che a nove mesi e mezzo dal terribile infortunio ai campionati italiani sarà al cancelletto di partenza della gara sulla pista Erta per testarsi in vista di eventuali altre gare di Coppa ma soprattutto della partecipazione ai Giochi olimpici di Milano Cortina 2026. Ecco le dichiarazioni della 35enne fuoriclasse valdostana.
“Per me è veramente fantastico essere qua ed essere qui in gara domani. Quale posto migliore di San Vigilio, quindi in Italia, a casa, su una pista che mi piace molto e una gara che mi è sempre piaciuta! Ovviamente sono qua di sicuro non come gli altri anni, non è neanche come arrivare a Soelden, nel senso che normalmente fai una preparazione ad hoc, stai bene, ti alleni più di sei mesi per preparare una stagione e sicuramente non è il mio caso quest’anno quindi non sono qui per fare un test di me stessa ma sono qua per testare la mia mente, per testare il mio corpo, la mia gamba, e sicuramente non sono qua per un grande risultato ma per un grande risultato per me stessa: è qualcosa di speciale già essere qua per chi sa cosa mi è successo l’anno scorso, essere già in gara domani sarà un grande successo, quindi tutto quello che verrà sarà una cosa fantastica”
“Mi sono allenata a Cortina e poi ancora per due giorni a Dobbiaco e sono venuta qua un giorno per sciare su una pista da Coppa del Mondo perché comunque ho all’attivo una decina di giorni tra i pali, quindi davvero pochi. Ho fatto anche cinque giorni di velocità in Val di Fassa con le mie compagne della velocità e con delle ragazze della B. Ho fatto un programma sicuramente diverso da quello che faccio di solito. Sto bene, se non ho troppo male mi fido anche abbastanza, il gigante è quello che mi viene meglio però è dove ho più male, e la velocità invece è quella dove sinceramente ho meno male, però ho fatto veramente poco finora. Per me ogni giorno è stato qualcosa di nuovo, ogni giorno un test e non una vera e propria preparazione, quindi la gara di domani per me è un altro test per vedere come funziono in due manche con più di tre ore di differenza e rimettersi in gioco comunque con tutto quello che c’è intorno, perché non è che vai solo in pista e fai allenamento e ti puoi fermare quando vuoi: le manche di gara sono diverse. Sinceramente è vero, non ho la preparazione solita, è qualcosa di diverso, però io avevo voglia di farlo, avevo voglia di testarmi e sono qua per gareggiare, non ho paura sinceramente di non ottenere un risultato domani”.
“Il nostro programma è sempre stato non dico giorno per giorno ma molto simile, quindi dipende tutto da come andrà domani, ma non a livello di risultato bensì di dolore, di sensazioni, di riuscita in quell’ambito lì, cioè se sono in grado di sostenere una gara. Per la velocità mi sposterò a Cortina con le mie compagne velociste, farò altro allenamento di velocità e poi decideremo però ieri, dopo la seconda giornata a Dobbiaco con i piedi un po’ più sul duro ci siamo fatti mettere in convocazione qua e abbiamo anche deciso di fare la gara, ma se non fosse andata bene io avrei detto ’No non ce la faccio’ e avrei cambiato programma. Diciamo che in questi nove mesi e mezzo il programma è stato fissato in termini solitamente non più lunghi di una settimana, quindi continueremo così e non possiamo fare altrimenti. Sulla VolatA ho sempre provato in condizioni facili e non ho mai fatto i salti e i dossi: ci sono vari step da mettere insieme per poter fare una gara di Coppa del Mondo di velocità”.
“Ho sempre pensato di poter partecipare ai Giochi olimpici altrimenti non sarei qui oggi. Sinceramente nessun atleta può dire che parteciperà ai Giochi olimpici fino a quando non mette i bastoni fuori dal cancelletto, nel nostro sport soprattutto, quindi non è una cosa che sappiamo, obiettivamente ti può succedere di tutto. Quindi a tutt’oggi io non so se parteciperò, però a dicembre ho rimesso gli sci da turismo e sì, ok, scivolavo per le piste, però un altro conto è fare l’atleta. Poi ho messo i miei sci da gigante ed è stato un disastro all’inizio, veramente difficile. Dopodiché, verso metà dicembre ho rimesso gli sci da gigante e ho messo i piedi in qualche ciuffettino e sinceramente ho iniziato a vedere un po’ di luce. È stato veramente tosto. Da quando mi sono fatta male non ho ancora fatto una giornata senza dolore, anche nella mia vita normale, e sicuramente quando scio lo sento abbastanza nella zona alta della tibia”.
“Non ho mai avuto istinti conservativi. Preferisco fallire che non agire per paura di fallire. Mi sono confrontata con il mio staff e ho deciso di gareggiare qui per mettermi alla prova. L’obiettivo poi è andare a Cortina e in base alle sensazioni decidere se are altre gare prima, durante e dopo le Olimpiadi. Se sono qui è per gareggiare, non per fare l’apripista. So di non dover dimostrare nulla a nessuno. Domani sarà la prima gara ma non come a Soelden, quando la notte prima non dormo per l’agitazione dell’esordio. Saranno emozioni nuove, mai provate. Nello sci però gli infortuni ci sono sempre stati e nessuno può pensare di sciare senza la paura di farsi male, è un aspetto del nostro sport che bisogna accettare. Fa parte del fascino di questo sport, che è uno sport pericoloso, e per questo considero gli sciatori, passatemi il termine, degli eroi. Finora la cosa più terribile per me riguardava la possibilità che l’infortunio pregiudicasse anche la mia vita normale. Per questo parte sci è passata totalmente in secondo piano. Tutti i giorni ho pensato di non farcela. Forse il momento più difficile è stato quando ho rimesso gli sci da gigante”.






























































