
Federica Brignone: “Giocarsi tutto in un minuto è come un match point a Wimbledon”
Queste le parole, riportate dall’ANSA, di Federica Brignone questa mattina a Casa Italia a Cortina d’Ampezzo il giorno dopo aver vinto il suo secondo oro olimpico.
“Sono tornata dopo l’infortunio perché era una sfida impossibile. Era una sfida talmente difficile che non potevo non accettare. Se fosse stata più facile, probabilmente non mi avrebbe motivato così tanto. Volevo dimostrare a me stessa che sarei stata capace di rientrare da qualcosa di veramente impossibile da fare. Con un incidente del genere comunque ti sei rovinato la gamba, ma l’idea di di affrontare una sfida impossibile mi ha altamente motivato. In questo sport la paura c’è e io non sono una che non ha paura, ma la più grande sfida è affrontarla e riuscire a fare delle cose che ti fanno paura, affrontarle con con quel coraggio che ho messo in pista, sempre e ancora di più dopo un infortunio del genere”.
“Non sono più disposta a prendere dei farmaci per sciare, non ne ho mai presi tanti ma ho voglia di viverla un po’ più easy, fino ad adesso è stato veramente tosto. Ho lavorato 24 ore su 24 per poter essere in pista ed essere competitiva, quindi voglio lavorare come gli altri anni, ma non in maniera così estenuante. L’idea di continuare la stagione è il mio paravento per tutto il resto che non ho voglia di affrontare, quindi probabilmente cercherò di continuarla e di proteggermi con le gare, con il fatto di vivere da atleta, che è la mia protezione più grande”.
“Però penso che le sensazioni del fatto di volermi rimettere in gioco, di rischiare, le capirò una volta che sono di nuovo in pista. Però magari invece, nel momento in cui mi presenterò in pista, dirò che di prendermi questi rischi non me la sento più; non adesso, magari il prossimo anno, o che di sentire questo dolore sono stufa. Per il momento i miei sogni hanno parlato più che altro di sport, però una delle prime cose che voglio fare è un viaggio, stare via quanto voglio e come voglio senza dover tornare per degli impegni.”Il mio sogno in questo momento è di avere e di continuare ad avere la mia vita”
“L’idea di poter essere anche solo una delle portabandiera di questa spedizione mi ha ulteriormente motivata. Io non volevo chiudere la mia carriera così, su un incidente che mi aveva rovinato tutto. Giocarsi il tutto per tutto in un minuto di gara è come avere un match point a Wimbledon. E in quel momento lì, quando per esempio mi è capitato di vedere alle Finals che non trovo il silenzio, perché c’è sempre qualcuno che parla mentre un ragazzo serve, mi chiedo: ‘ma come fanno a non capire quanta concentrazione ci vuole in quel momento lì?’. Forse io sono stata salvata questi giorni, perché il fatto che tutto il comprensorio fosse chiuso, quindi le seggiovie e le piste fossero riservate a noi, il fatto di avere solo gente dell’ambiente e che quindi rispetta questi piccoli spazi in partenza, mi ha permesso di non essere veramente focalizzata. Ho capito che cosa sto trasmettendo ed è qualcosa di incredibile”.
“Noi come sportivi abbiamo ancora dei valori veramente forti. E la cosa bella nello sport è che la meritocrazia ancora vale, perché il cronometro è qualcosa di non influenzabile in nessun modo. Nel nostro sport c’è tantissimo rispetto e competitività, ma è una competitività sana perché comunque in nessun modo noi possiamo condizionare la performance degli altri. Il nostro sport è pericoloso, tosto, perché in un minuto basta che sbagli una spinta e l’oro non lo vinci. Ma non solo: a volte sbagli una curva e finisci 10 mesi in riabilitazione, e anche anni. Per cui nel nostro sport, per chi raggiunge dei risultati del genere gli altri sono solo contenti e in ammirazione, perché tutti sappiamo quanto sia difficile fare questa cosa, e per cui non c’è quella rivalità brutta: c’è una rivalità sana e questo serve, spero che sia esempio nella vita”.
“Per l’infortunio di Lindsey Vonn mi è dispiaciuto, so cosa vuol dire farsi male, posso dirlo e sicuramente tutto quello che lei aveva messo in piedi per tornare è stato una grossa avventura ed è stata brava e coraggiosissima a provarci. Ogni tanto mi chiedo se le mancasse qualche rotella, però vedendo anche cosa è successo a me capisco che lei ha questa passione per lo sport, e penso che il suo atteggiamento-tipo sia che è meglio nella vita fallire per averci provato che non provare”.






























































