
Arabba, il centro delle Dolomiti si tinge d’autunno
Quando l’estate lascia spazio a sfumature più calde e i boschi iniziano a vestirsi d’oro e rame, Arabba si trasforma in un luogo perfetto per chi desidera vivere la magia autentica dell’autunno tra le Dolomiti Patrimonio UNESCO.
Situata ai piedi del Passo Pordoi e del Gruppo del Sella, a 1.602 metri di quota, Arabba offre in questa stagione un paesaggio mozzafiato: cieli limpidi, silenzi rigeneranti e sentieri meno affollati sono ideali per escursioni, e-bike, trekking e momenti di profonda connessione con la natura. Questa suggestiva meta alpina stretta nell’abbraccio delle cime dolomitiche è un invito alla lentezza e alla scoperta dei suoi angoli più suggestivi e meno conosciuti: le giornate più fresche e la luce dorata del tramonto creano l’atmosfera perfetta per vivere esperienze autentiche. L’autunno di Arabba regala emozioni e ricordi difficili da dimenticare.
Tra le escursioni più suggestive da non perdere quella che dai panoramici Passo Falzarego e Passo Valparola conduce fino al Col di Lana: un percorso lungo ma ricco di fascino che unisce la bellezza naturale delle Dolomiti regalando scorci spettacolari al valore storico di queste straordinarie montagne. Partendo dai 2.109 m del Passo Falzarego dove lo sguardo si apre su un paesaggio mozzafiato – tra i più panoramici al mondo – con le pareti verticali delle Tofane da una parte e la sagoma inconfondibile del Lagazuoi dall’altra, ci si incammina verso il vicino Passo Valparola (2.192 m) dove il panorama estivo ha lasciato piano piano il posto ai colori più caldi dell’autunno. Qui sorge il Forte Tre Sassi, il museo della Grande Guerra, tappa d’obbligo per una pausa culturale e riflessiva su ciò che queste montagne hanno vissuto un secolo fa. Dal Valparola si prosegue in direzione del Monte Setsass percorrendo un sentiero ben tracciato che segue dolcemente le linee del crinale. Il panorama che si apre a ogni passo lascia senza fiato: a sud-est il Sass de Stria, mentre a ovest la Marmolada, la montagna Regina delle Dolomiti, comincia a fare capolino.
L’arrivo al Col di Lana è l’occasione per ammirare i vecchi camminamenti bellici e la chiesetta in onore dei caduti durante gli aspri combattimenti della Prima Guerra Mondiale di cui questi luoghi sono stati teatro.
In autunno Arabba è il set perfetto per entusiasmanti trekking: l’osservazione della fauna e flora alpina e la fotografia di paesaggi montani sono un richiamo irresistibile per chi ama immortalare gli abitanti del bosco nel loro habitat naturale e gli scorci da cartolina che queste montagne sanno regalare. I lariceti e le faggete nei pressi di Cherz e Renaz per esempio sono particolarmente suggestivi in questa stagione con i loro colori che virano dall’ocra al rosso. La passeggiata che conduce all’altopiano del Cherz regala viste mozzafiato a 360° sulle Dolomiti, con tutta la catena del Portavescovo, il massiccio del Sella sempre imponente sulla valle, Civetta e Pelmo tra le tante. La bellezza e la magia del luogo invitano a sostare a lungo in quota, ma per chi volesse proseguire ci sono diversi itinerari circolari dall’altopiano facilmente individuabili dalla carta dei sentieri. Si torna poi attraversando la frazione di Varda che offre uno scorcio suggestivo sul paese di Arabba e il Sass Ciapel. E si torna a casa con un reportage fotografico da podio.
Un altro itinerario molto interessante per l’aspetto geologico ma altrettanto per l’aspetto storico (poiché attraversa zone teatro di avvenimenti bellici della Grande Guerra) è il Sentiero Geologico di Arabba, percorso “ad anello” con 18 tappe che parte e arriva a Porta Vescovo (quota 2.478): già alla partenza offre un’indimenticabile vista sulla Marmolada e dal lato opposto sul gruppo del Sella, e arriva in vetta al Pizac offrendo uno spettacolo veramente mozzafiato su Col di Lana, Tofane, Averau, Nuvolau, Lastoni di Formin e Croda da Lago, Sorapis e Antelao. Il giro completo richiede 7/8 ore ma il Sentiero può essere percorso anche parzialmente.
Per gli appassionati di cultura e tradizione non mancano poi percorsi tematici che raccontano molto del territorio e della sua storia.
Come le vicinìe, 17 microcosmi d’altri tempi (risalenti all’Anno 1000) tutti da scoprire, mondi autentici dove il tempo sembra essersi fermato: l’incontro con la gente del luogo che racconta la sua vita e alcune “eccellenze” tipiche della cucina locale ladina ne fanno un’esperienza anche di valore educativo e formativo nei confronti della montagna che va riscoperta e recuperata.
Oppure la Strada de la Vena, un percorso storico-culturale che ripercorre l’antica via del ferro usata fin dal Medioevo da minatori e commercianti di questo metallo e delle più belle spade d’Europa: un itinerario di 5 ore che collega la valle di Fodom a Colle Santa Lucia, dove il minerale veniva estratto e dove è possibile visitare le antiche miniere del Fursil, con il bellissimo Castello di Andraz, nei pressi del quale si trovava il forno fusore.
Il Castello val bene una sosta: uno dei simboli di maggior interesse dell’arco alpino e sicuramente landmark indiscusso della valle di Fodom fu costruito nel 1027 e dai suoi 1.725 metri di altezza è riconosciuto come il castello più alto d’Italia (nonché il più antico delle Dolomiti). Una visita alle sue stanze, alle gallerie, ai cortili è senza dubbio emozionante e restituisce quell’aria di storia e di mistero per cui la rocca è tanto apprezzata. Proprio all’interno dell’area del Castello il Sentiero del Respiro si inerpica per 4 km nel bosco antistante, attraversando uno splendido ambiente naturale, circondato da vedute spettacolari e dal silenzio. Particolarmente adatto anche a chi ha patologie respiratorie proprio per la purezza dell’aria che vi si respira, dall’effetto balsamico e curativo, questo luogo immerso nel silenzio consente di vivere questo nuovo bosco nella sua immensità, rigenerando corpo e spirito.
Gioiello delle Dolomiti, Arabba (in lingua ladina “Rèba”) è tra i paesi più caratteristici dell’arco alpino, a 1602 metri di altezza nella valle di Fodom. Stretta nell’abbraccio delle imponenti vette del Gruppo del Sella, ai piedi del Passo Pordoi e del Passo Campolongo e verso sud della Marmolada, Arabba è “the place to be”: d’estate un paradiso dell’outdoor dove è possibile godere dell’aria pulita e degli ampi spazi per escursioni guidate, passeggiate nella natura, sui prati e sulle vie ferrate, arrampicate su roccia e piacevoli tour in bicicletta; d’inverno un Eldorado per sciatori e snowboarder (Arabba fa parte del comprensorio sciistico del Dolomiti SuperSki)che possono divertirsi su chilometri di piste lunghe e tecniche, perfettamente battute, cimentarsi in due tra i più famosi e spettacolari itinerari sugli sci di tutte le Alpi, lo skitour della Grande Guerra e il Sellaronda (il celebre “giro dei 4 passi” sci-ai-piedi) oppure con pochissimi impianti raggiungere il punto più alto delle Dolomiti (la Marmolada, 3.343 mt) o praticare lo scialpinismo, le ciaspole, l’arrampicata sulle cascate di ghiaccio. L’offerta gastronomica prevede un’ampia scelta di locali tipici dove poter gustare le specialità della cucina ladina, oltre a strutture ricettive di prim’ordine per soddisfare ogni tipo di esigenza.
Comunicato Stampa
Foto: Arabba Fodom Turismo

























































