
Alberto Tomba e Deborah Compagnoni a Milano e Sofia Goggia a Cortina accendono il braciere dei Giochi
La cerimonia d’apertura allo Stadio di San Siro ha dato ufficialmente il via ai venticinquesimi Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. Un’esplosione di colori nello spettacolo iniziale, con l’omaggio all’arte italiana e anche allo spettacolo di casa nostra e a Raffaella Carrà. Da brividi Mariah Carey che canta “Nel blu dipinto di blu”. Il tram virtuale che si dirige a San Siro trasporta il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è guidato da Valentino Rossi.
Modelle in completi banco, rosso e verde precedono il tricolore, a Milano lo riceve una corazziera, a Cortina due carabinieri donne. L’inno di Mameli è cantato da Laura Pausini al Meazza e a Cortina da un coro di montagna. Poi Pierfrancesco Favino recita “L’infinito” di Giacomo Leopardi.
È la volta di uno dei momenti più attesi, una parata degli atleti diversa dal solito, “diffusa” tra Milano, Cortina, Livigno e Predazzo. 92 paesi che sfilano, meno Russia e Bielorussia, che gareggiano come “atleti olimpici indipendenti”. I nostri portabandiera sono, a Milano, Arianna Fontana e Federico Pellegrino, e a Cortina, Federica Brignone sulle spalle di Amos Mosaner.

Dopo i discorsi istituzionali e l’apertura ufficiale dei Giochi da parte di Mattarella, Beppe Bergomi entrano nello stadio portando la fiaccola sulle note del “Nessun dorma” cantato da Andrea Bocelli e ne viene portata fuori dalle stelle delle Nazionali di volley campioni del mondo, tre uomini e tre donne.
Dopo un momento di spettacolo dedicato alla pace, il giuramento olimpico di Dominik Fischnaller e Stefania Constantini e l’esecuzione dell’inno olimpico con l’arrivo della bandiera a cinque cerchi, arriva il momento dell’ultimo tedoforo, che quest’anno saranno due.
A Milano Manuela Di Centa e Gerda Weissensteiner passano la fiamma a Enrico Fabris, a Cortina Gustav Thoeni la passa a Sofia Goggia. Fabris passa la fiamma ad Alberto Tomba e Deborah Compagnoni. Sono loro ad accendere il braciere sotto l’Arco della Pace, mentre Sofia Goggia accende quello a Cortina. Un finale suggellato da tre degli atleti più rappresentativi dello sci alpino italiano.































































